Ricordati di leggere dal basso verso l'alto

 

venerdì, giugno 28, 2002

NON C'E' PIU' RELIGIONE

Amaro Krustainer Questa notte mi sono sognato addosso, sdraiato nel deserto e ho scritto questa cosa per Voi:
Saltando di palo in frasca con un grisbi per sordociechi, mi sovviene il mar con l'onde lunghe come tre nane di fila, ma fila messa in fila che non fila sulla Sila.
Cala la notte, dei rossi epiteli ghiandolari, con reazione biochimica sulla peritonite sensoriale, mi dicono che il gorgonzola del salumiere ha vinto una mostra per cani, camuffandosi con metilene di cloruro.
Non c'è più religione, abdicò ieri in favore del Principe Ligione, che con una legione invase la regione, finendo poi in prigione.
Vado in farmacia a comprare il famoso purgante Coca Cola, facendo Fanta di niente, fuori vedo la reclame
dell'aranciata San Gesuita, i pellegrini non ci sono più.
Più avanti vedo il mio dentista sopra una vespa e già chi vespa mangia le mele, più in la vedo Picasso che mostra un quadro a cavalcioni di una lambretta, chi vespa mangia le tele !
Poi un'azienda agricola tedesca si reclamizza annunciandosi come Melefunken, non c'è più religione.

Amaro.


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giovedì, giugno 27, 2002

Bitter e la parabola del pesce e del verme.

Giubecca Lampreda O Amaro, perchè mi vuoi ferire così il costato con quel che mi è costato costatare che costantemente il mio unico figlio Bitter ora ha una casa un tinello e un loculo e vive da solo?
Nessun altro uomo come mio figlio mi ha fatto del male. Trovo consolazione nelle letture sacre, e la risposta è tutta nella parabola del pesce e del verme.
La ricordi?
....
Un giorno in un laghetto della Alta Bassapadana un uomo pio stava pescando mentre intorno una cucciolata di bagoni pigolava incessantemente impedendo all'uomo pio di ascoltare l'ultimo album dei Carpe e Totani Forever.
L'uomo pio schiacciò i bagoni con il gomito sinistro e il silenzio piombò sulla valle.
Più sotto, sotto il pelo dell'acqua il verme era in attesa dell'incontro con l'unico pesce che abitava quelle acque. Il tempo passava, sopra il pelo dell'acqua e sotto il pelo dell'acqua e ad un certo punto anche attraverso il pelo dell'acqua.
In quel preciso momento l'unico pesce che abitava le acque del laghetto vide il verme, si avvicinò e lo guardò intensamente. Il verme dal canto suo guardò il verme e si contorse voluttuosamente.
Il pesce guardò il pelo dell'acqua e, conscio del fatto che il pelo tira, si depilò le branchie con un sonoro starnuto.
Rimasero così a guardarsi per un tempo che all'uomo pio parve infinito.
Dopo otto giorni l'uomo pio ne aveva piene le saccocce di stare ad aspettare e diede una strattonata alla lenza.
Il verme sentitosi preso di petto lanciò uno sguardo penetrante al pesce. Il pesce allora si fece più vicino e chiese in una bolla...

.. Perchè sei qui?

E il verme divincolandosi e mostrando dietro di sè un luccicore metallico disse...

.. Ti amo e ti amerò!

A quel punto l'unico pesce che non era un cefalo sputò in un occhio al verme e giratogli le pinne si perse nelle acque minacciose e limacciose.
L'uomo pio capì che chi ama fa del male, anche con un amo del 12; anche il verme lo capì e il pesce scettico ebbe salva la vita.
.....

Vedi oh Amaro, ora capisci come le sacre scritture sanno leggere nell'animo e indicarti la strada anche a Napoli dopo lo scudetto di Maradona?
Ora ti lascio. Devo strizzare le verruche a Nonna Petarda, prima che siano loro a strizzare me.
Giubecca.


posted by Giubecca @ 03:16 PM GMT [link] [Karma: -1 (+/-)] [No Comments]

mercoledì, giugno 26, 2002

Cribbio tuo figlio !

Amaro Krustainer Oggi oh mia Lampreda, ho ritrovato la foto di tuo figlio, Bitter Krustainer von Cranioleso.
E mi tornano in mente i tempi in cui tu non volevi figli, io e la nonna in salamoia facevamo alambicchi dei tuoi umori per convincerti.
Mi ricordo anche che dopo la consultazione dei frateli Muco, noti Ginecologi del paese dei balocchi, ti aiutarono tanto facendoti mangiare i pomodori "Cuore di Bue", stimolanti della fertilità maschile.
Da quel turbinio di sensazioni nacque Bitter, quel giorno piangevi tu, piangeva la zia petarda, piangeva Bitter facendo schiuma dale orecchie, piangevano tutti i tuoi parenti dicendomi: Non si piange sul Campari versato !
Lasciando a me il compito di pulire il pavimento del ristorante da parto.
Queste sono cose che ti segnano nella vita, ed è per questo che sono qui nel deserto dei Finocchi a raccogliere informazioni su come si coltiva il Chinotto.
Tornerò, ternerò presto da te e da tuo figlio, che a volte assomiglia ad un GECO, ma vi tengo sempre qui nel calzino che non lavo mai, tra il perone e la caviglia,dove ho tutti i miei ricordi di 40 anni, non mi importa se ho la gamba più grossa, non mi importa se la calza è come una rete da pesca, non mi importa di girare sempre in tondo prima di prendere la strada giusta causa il peso del calzino, è che spesso ci tengo anche il pranzo e quindi lo tengo !
Un bacio pertugina a tutti ma non a tuo figlio, conta su di me, oh se puoi contare !
Nostro
Amaro.


posted by Amaro @ 07:00 PM GMT [link] [Karma: -1 (+/-)] [No Comments]

Alla cordite non si comanda.

Giubecca Lampreda Non ho più dubbi di essere la donna della tua vita, ma sarò mai la donna dei tuoi fianchi, delle tue tibie o delle tue rocche petrose?
Non lo so. Disperatamente aspetto il tuo ritorno, intanto mi gingillo con la tua foto e con i pedalini di nonna Petarda che hanno un aroma antico di cordite e vecchi merletti.
Ieri sera è arrivato Don Carnazza, il parroco della chiesetta della Madonna Aromatica, dove tu mi confidasti il tuo amore. Mi ha chiesto ancora se era normale che là dove ci incontrammo volino sciami di mosche blu elettrico.
Io gli ho risposto che sì è normale, e lui sconsolato ha portato le mani al petto, ma non al suo. In quel momento Zio Muco è entrato e si è messo le mani nei capelli, Nonna Petarda è entrata e ha messo le mani nei cassetti, e io non sapendo dove mettere le mani le ho messe via per domani.
Domani...
Domani sarà un giorno perfetto.
Domani leggerò ancora le tue parole e avrò una colica.
Sì, sarà un giorno perfetto.
Giubecca.


posted by Giubecca @ 12:21 PM GMT [link] [Karma: 1 (+/-)] [No Comments]

martedí, giugno 25, 2002

Giubecca faaaaaa caaaaaldo

Amaro Krustainer E vorresti venire qui da me?
Ah impavida e cuspide donna dei miei sogni diurni o serali, ah donna dalle labbra unte con il buro e catrame, ah donna dai sette nuvenia, ah donna di mosca e cieca, ah donna fatta dal pelo abusato, ah donna sonnecchiosa ma sveglia, ah donna con i tacchi a carta di credito, ah donna dizionario.
Ti adoro solo perchè quando siamo assieme e puzziamo, mangiamo un kilo di fagioli alla messicana, poi pieni di noi ci tuffiamo nella vasca da bagno producendo il nostro idromassaggio d'amore....
Voglio invecchiare pensando ai peti tuoi, come aprire un bacio pertugina e trovare il pezzetto di carta igenica con gli scritti d'amore che solo tu sai incidere.
Il deserto è una cosa desertificante e mi sento un deserto di saliva.
Il caldo mi esubera un poco cara mia dolce salamandra.
Amaro.


posted by Amaro @ 03:31 PM GMT [link] [Karma: -1 (+/-)] [No Comments]

Dei Finocchi?

Giubecca Lampreda Scusa, oh Amaro mio...
Ma tu non eri andato nel deserto del Tartaro per via del problema gengivale che tanto ti affliggeva al punto di non masticare più le pigne?
Questa del deserto dei Finocchi mi lascia basita. Io ti credevo lontano in terre straniere a sorbire semolini e pappette molli e non lontano a subire e basta.
Se non fossi sicura del tuo amore, che travalica l'Alpe dal Marzapane al Rene, sicuro come un fulmine ti raggiungerei a ciel sereno!!!
Non lo so mica se per sempre tua.
Giubecca.


posted by Giubecca @ 01:19 PM GMT [link] [Karma: -1 (+/-)] [No Comments]

lunedí, giugno 24, 2002


Amaro Krustainer Ti ricordi che successo isterico ti provocava,
la favolosa sagra del budello di maiale incalzato e spaventato d’improvviso, così rimane bello tenero e ci sta bene anche il culatello, allestita sui colli di Ciucco storto.
La delicata specialità, elegantemente confezionata in simpatici vasetti disegnati da Versace.
La consumavi subito, innaffiata di spuma al bitter, come si usa in paese e comperavi dei vasetti in confezione lusso, da regalare alla Nonna Petarda o in occasione di matrimoni, vernissages, orazioni commemorative, anniversari di ordinazioni sacerdotali e in somma in tutte le occasioni per fare bella figura.
Ecco che poi mi ringraziavi facendo dei paragoni con il contenuto del vasetto e il mio pungolo.
Sai, qui nel deserto dei finocchi, mi manchi tanto e capisci a me !
Un saluto laido e viscido come la bava di un lumacone, come piacciono a te..........
Tuo

Amaro.


posted by Amaro @ 08:18 PM GMT [link] [Karma: -1 (+/-)] [No Comments]

Zio Muco e il fagiano.

Giubecca Lampreda Oh Amaro mio.
Stamane la tua lettera è scivolata sotto la porta e si è precipitata tra le mie mani.
Il calore delle tue parole ha sbrinato il frigo e il fagiano che zio Muco voleva cucinare per la fine di questo millennio. Zio Muco è andato in escandescenze e io allora l'ho calmato con un colpo segreto che non posso svelare a nessuno, e anche io non posso ripassare.
Comunque Zio Muco si è calmato, il fagiano ha aperto le ali e Nonna Petarda scambiandolo per un Nuvenia in technicolor ne ha approfittato subito.
Ah, la vecchia cara Nonna Petarda...
Ricordo ancora come ci svegliava al mattino alle tre.
Entrava quatta quatta in camera e esplodeva i raudi che aveva costruito con cura il giorno prima. E noi giù a ridere e Nonna Petarda giù a ridere, e Zio Muco giù a ridere e su non restava nessuno e i ladri ci svaligiavano il primo piano.
Bei tempi...
Mi manchi, nonostante tu sia un cecchino, mi manchi.
Per sempre tua.
Giubecca.


posted by Giubecca @ 11:53 AM GMT [link] [Karma: 1 (+/-)] [No Comments]

domenica, giugno 23, 2002

Fischia il vento il tuo bacio succulento....

Amaro Krustainer Aspetto sempre tue notizie e mi strappo i peli dal naso con le unghie, in attesa........
Faccio disegni sul muro con caccole brodose, disegno cuori e il tuo nome è bello sai ? Giubecca scritto sul muro con i colori del muco........
Mi manchi e manchi anche al mio Bagone.....E per questo ti scrivo, dal mio ritiro spirituale in un bagno pubblico a 500 lire, sotto il sole che scuote i drogati a bussare alla porta, ecco io sto scrivendo un poema per te :
Lascia che sia il vento, o mia dolce
ad asciugare il sangue che sgorga dalla putrida ferita,
fra i molli inguini, oscenamente situata.
Lascia che il sogno, o mia dolce ti rapisca
e ti porti lontano fra i putrescenti
lidi del tuo seno orrendamente piagato.
Lascia ch'io sia il tuo bacio
che morde un panino al salame
mentre tu ti sciogli al fresco calore di un rogo,
o mia dolce.
Lascia che lo zucchero nel tuo cuore
ti blocchi le arterie
fa che sian le ascelle le prime a marcire,
o mia dolce.

Amaro.


posted by Amaro @ 05:34 PM GMT [link] [Karma: 1 (+/-)] [No Comments]

Le tue parole sono fulmini sul budino.

Giubecca Lampreda Oh Amaro, leggendo le tue parole avevo i brividi, neanche bevendo il gasolio mi passavano e allora ho preso la coperta di crine di caciocavallo e mi sono coperta,ma non passavano.
Ero coperta dai brividi e dalla coperta, e anche la coperta era coperta di brividi.
Ho urlato il tuo nome e l'eco della mia voce rimbalzava da una parete all'altra della cella frigorifera.
Ho capito il perchè dei brividi e sono corsa da Zia Pronalda che mi ha fatto la cioccolata con il succo di Mastro Lindo, proprio come quella che facevi tu, a sera dopo la tua giornata passata nell'orto. Ho la tua foto tra le mani, quella in cui tu tieni la tua foto nelle mani, ma le mani non sono le tue. La guardo e piango, Amaro amore mio, piango amare lacrime alle tue parole come fulmini sul budino che Zia Pronalda sta cacciandomi in bocca tenendomi il naso chiuso.
Per quanto resisterò? Non lo so.
Per sempre tua.
Giubecca.


posted by Giubecca @ 09:51 AM GMT [link] [Karma: 1 (+/-)] [No Comments]

venerdì, giugno 21, 2002

Oh Giubecca mia dolce!

Amaro Krustainer Cara Giubecca
Oggi ti racconto di nuovo la storia dei Bagoni, che tanto ti fecero godere.
Alla fine del racconto vorrei vederti spurgare dalle dita dei piedi per godimento, come fai sempre.....
STORIA DI SANGUE COLTELLI E BAGONI
Accadde un giorno a Cordoba in Spagna, nell’anno 1888, nel fienile del fattore Bottola Gorgon Metello, soprannominato “ Il coccodrillo di Mosca “.

Furono trovati due bagoni impiccati ad un pezzo di crine del cavallo “ Rogo “; il fattore venne imputato dell’ omicidio , dei due bagoni e di manipolazione di minorenne per il cavallo.

Il giudice chiese al fattore se aveva qualcosa da dichiarare in sua discolpa, il coccodrillo di Mosca incominciò a raccontare la storia : Tutto inzia a Milano in Corso B.Aires, alle 20, un marocchino vendeva per la strada due bagoni, ottimi per il noto brodo di pesce e bagoni.

Le due povere bestie erano state rinchiuse in una scatola di scarpe per diversi giorni, in attesa che arrivassero l’alba e la filomena, (note alla polizia come squartatrici di bagoni) destinati a un infame sorte.

Il marocchino non vedendo le due, andò all’ipermercato per vendere i due al miglior offerente, sulla strada incontrò Sir Ancillotto della bresaola, che vedendo le due bestioline volle comperarle.

Il marocchino vendette allora i due piccoli esserini per 20 dollari, durante la trattativa sotto il cavallo di l’Ancillotto, passavano due topi, madre e figlio, sopra di loro passò anche un pipistrello e il piccolo topo emozionato disse alla madre : Mamma!! Guarda un’angelo……….

Dopo questo quadretto idilliaco vediamo l’Ancillotto rincorso da Jack la Cajenna, chiamato dagli amici Lucas o’dario, cacciatore di bagoni professionista, nella foresta l’inseguimento è seguito anche da Cappuccetto Rosso, il lupo, i sette nani, una rappresentanza della Pellicceria Annabella, nota come “ La bella abbigliamentata del bosco “, i due bagoni in questo parapiglia scappano e si rifugiano nella stalla di Botola Gorgon Metello, strappano un crine dalla coda del cavallo Rogo, servendosene per impiccarsi.
Il racconto del fattore Coccodrillo di Mosca, finisce e tutti lo sanno che i bagoni quando muoiono divento persone, ma non tutti lo sanno che poi, non andranno più a vivere in Corso Buenos Aires.
Appassionato leccatore delle tue pustole.


Amaro.


posted by Amaro @ 05:20 PM GMT [link] [Karma: 0 (+/-)] [No Comments]

Oh Amaro, dolce amore mio...

Giubecca Lampreda Oh Amaro, Amaro amore mio dolcissimo.
Il mio bagone mi ha lasciato.
Di lui mi resta l'umido e la bava e non so più cosa pensare di questa nostra distanza che riempie la panza e avanza.
Ti prego rispondimi, da quando sei lontano solo la presenza del bagone alleggeriva la mia condizione.
Son ormai sei mesi che sei partito per Cologno Monzese e qui a Liscate il cielo è grigio.
Per sempre tua.
Giubecca.


posted by Giubecca @ 03:29 PM GMT [link] [Karma: 0 (+/-)] [No Comments]
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